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Marco Cruciani

Marco Cruciani

Pensieri in libertà


Sull'isola che c'è

Pubblicato da Marco Cruciani su 29 Luglio 2014, 08:00am

Sull'isola che c'è

Nei giorni scorsi, una cara giovane (e pure un po' vecchia…) amica ci ha detto una cosa che suona più o meno così: “se dovessi scegliere un modello di famiglia, a parte quella dei miei genitori, sceglierei la vostra”. Cara amica, che leggerai queste righe prima o poi, se dovessi pensare ad una “risposta” al tuo “progetto di seguirci” ti direi che mi viene in mente una cosa che si legge di tanto in tanto sui social network. Una frase attribuibile ad una nuora, che si rivolge alla suocera, dicendole all’incirca: “non mi dire come crescere mio figlio, hai già fatto abbastanza danni col tuo, di figlio”. Quindi, amica mia, lascia stare. Abbiamo fatto una discreta quantità di casino… da non sentire il bisogno di ispirare nessuno… Anche perché, come vedi tu stessa, che hai iniziato a percorrere da un po' la strada della vita di coppia, ognuno è un modello, ognuno ha le sue vie su cui poggiare i piedi e lo farà come nessun altro, perché ognuno di noi è straordinariamente, grazie a Dio, diverso dall’altro. L’unica cosa che possiamo dire è che, prendendo la nostra parte di “dentate”, per dirla alla perugina, qualcosa forse abbiamo imparato. Per esempio, una cosa è certa. Se pensi che il matrimonio, il “mettere su famiglia” sia una cosa che riguarda due persone e basta, possiamo dirti che non è proprio così. Quando parti per questo viaggio, sappi che, nella migliore delle ipotesi, sarete almeno in sei… Perché, oltre a voi due, saliranno sulla vostra barca i tuoi genitori e quelli del tuo partner. Poi ci sono i fratelli, le sorelle, i nonni, magari qualche zio… Sono sempre in troppi a voler soffiare, a modo loro, sulle tue vele… Ma facciamola semplice (si fa per dire…). Metti, che siete “solo” in sei. E pensa che siete sei tifosi della stessa squadra. Penserai che allora, se tifano tutti la stessa squadra, vogliono tutti le stesse cose, o almeno lavorano tutti per lo stesso obiettivo vincente ! Beh, si, insomma, forse, più o meno… Sempre, “nella migliore delle ipotesi”, è così. Ma spesso sono sei tifosi che hanno priorità diverse… C’è quello che vuole vincere e basta… Quello che anche se non si vince, l’importante è che la squadra faccia un bel gioco… Quello che il tifo, le coreografie, il ritmo dei tamburi sono la cosa più importante… Quello che vuole una società in salute, sana, senza debiti… Quello che basta vincere il derby, che le altre partite non contano… Vedi ? Tifano tutti la stessa squadra. Ma hanno priorità diverse. Per ognuno c’è qualcosa di “più importante”. Per questo, quando questi benedetti sei tifosi si ritrovano in curva a vedere la partita (per esempio, il tuo matrimonio) ognuno fa il “suo tifo” e magari nel corso del match ci scappa pure qualche discussione. Capita. Certo. Anche tra i tifosi della stessa squadra. Capita così anche nella vita quotidiana… Ognuno ha le sue idee, i suoi progetti, i suoi sogni. Da proiettare, realizzare, costruire su di te. E questo complica un po’ la faccenda. Anche perché tu, finché Dio vorrà, continuerai a recitare almeno due ruoli… Quello di coniuge e quello di figlio. Continuerai a stare in mezzo al guado, sarai spesso e volentieri tra due fuochi… E non c’è niente di peggio, niente che ti mette più in difficoltà, dell’essere colpiti dal “fuoco amico”… Pensa che, per continuare la metafora sportiva, tu sei un tifoso che però, ad un certo punto, si è comprato anche le azioni della società. E insomma, le cose, finisci per viverle sempre un po’ su due versanti. Ci metti passione, vuoi divertirti, gioire, ma devi rimanere anche un po’ razionale… Ecco. Tu devi diventare un “buon marito” o una “buona moglie”, lavorando al massimo per la tua “nuova squadra”, cercando di continuare a restare anche un buon figlio. Io non ho idea di come sia o come sarà per te. Posso dirti, per la storia delle solite “dentate”, che non è facile. Potrei spaventarti dicendo perfino che è un casino. Un tremendo casino, specie se i tuoi interlocutori non ti aiutano un po’. Ma non cambierebbe molto. Quello che abbiamo imparato, e mai lezione è stata più complicata da apprendere, è che la vita diventa molto l’arte del compromesso. Del limare, dell’abbozzare, del cedere, del comprendere anche e soprattutto l’incomprensibile. Ma sappi che in nessuno di questi atteggiamenti c’è qualcosa di “perdente”. Perché tutto, tutto, ma proprio tutto, parte da un seme. Quel seme si chiama Amore. Non ho idea di dove si compra, ma ne ho la certezza: esiste. Ho capito che forse lo “pianta” Qualcuno più importante di noi. Qualcuno che decide che tu debba incontrare una persona e che tu ci metterai un attimo a riconoscerla. Arriverai pronto a quel momento e sentirai il fuoco dentro, sentirai una scintilla, una calamita, sentirai quel qualcosa che non avevi mai sentito prima. E’ l’incontro di due Anime vestite da persone, che capiscono di essersi trovate, di completarsi a vicenda, di poter diventare una squadra speciale. In quel momento, quel giorno, tu scegli di cambiare la tua vita o di trovare il senso assoluto della vita. E quello che accadrà dopo, anche di complicato, ti riporterà sempre lì. Al senso dell’incontro. Tutto avrà una sua logica, anche il dolore, anche le lacrime, anche la fatica, lo sconforto e la tristezza di certe giornate grigie. Saranno quelle che ti riporteranno ogni volta laggiù, sull’isola che c’è, quella dove hai trovato la felicità. Per ricordarti che se sei passato di lì, hai fatto una scelta, forte, importante. Hai scelto l’amore. E magari ci metterai un po’ a ricordare. Ma poi ricorderai. E il tempo presente tornerà a scorrere. L’amore è il senso della squadra. E questo devi averlo ben chiaro tu. Gli altri, quelli che ami, che sono sangue del tuo sangue, ma che strada facendo fanno il tifo per altre cose, in certi momenti non lo sanno, lo dimenticano in un attimo, presi da altre faccende spesso contorte. Non importa. L’importante è che tu, tu lo sappia sempre. Come ho detto, magari ci metterai un po’ o ci metterete un po’ a ricordare da dove siete partiti. Leggerai o sentirai spesso un’altra “favola”: non addormentarti mai senza aver chiarito, senza aver risolto un litigio. Ti auguro di riuscirci sempre, ma se ti dovessi dire cosa penso di questa “regola” è che non sempre funziona. Che il tempo è una materia strana, che ognuno studia a modo suo. L’importante è ritornare, con tempi ragionevoli, sulla tua isola, su quel fazzoletto di terra dove è nato il tuo amore. Spesso non ci tornerai con le tue gambe, con la tua volontà, col biglietto in mano. Ci tornerai, perché ti ci riporterà il cuore. Sarà lui a dirti: ecco, siamo arrivati. E ripartiamo da qui. Forse ti ci porterà chi ha piantato il Seme, senza che tu te ne accorga. Siamo andati un po’ lunghi… E’ tempo di stringere. Chiudo questa chiacchierata con la frase che si trova nel libro più bello che io abbia mai letto: “Ogni cosa in questo libro può essere sbagliata”. Cancella tutto quello che hai letto e fai la tua strada senza prendere nessun esempio. L’unica verità che conosco è quella che ho vissuto sulla mia pelle. Sarà così anche per te. Te lo dice qualcuno che ad un certo punto ha fatto la scelta più complicata del mondo, quella dell’amore. Mi spiace che, almeno in apparenza, un pezzo della mia squadra, una parte di quei "sei tifosi della stessa squadra" non l’abbiano capita, questa scelta. La vita ci ha separato, ma credo che da qualche parte ci ritroveremo e magari ne riparleremo, per capirci. “In un tempo senza fine, nel per sempre”. Quel “per sempre” lì, io e Roberta, insieme ad Andrea e Chiara, abbiamo cominciato a “costruirlo” qui, grazie a Dio, che ci ha fatto incontrare. E se l’ha voluto Lui è perché… noinoncilasceremomai…

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