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Marco Cruciani

Marco Cruciani

Pensieri in libertà


Al centro della musica

Pubblicato da Marco Cruciani su 28 Luglio 2015, 08:00am

Al centro della musica

Sai, le cose succedono, capitano. Magari ti ci ritrovi dentro, pensando di aver scelto tu, di essere proprio lì. Macché… Illusioni. Non siamo padroni di niente, forse questa è davvero l’unica certezza su cui fare affidamento. Per i giochi curiosi del destino, ho aperto gli occhi osservando, da certe persiane di legno grigio, una piazzetta della “Cappella”, che Disneyland le faceva un baffo. Perché anche se non hai niente, hai proprio tutto quello che ti serve per essere felice. Occhi, fiato, gambe, fantasia. Un niente, che davvero Disneyland ci faceva un baffo. Quei due tizi cui avrei complicato abbastanza la vita, Giovanni e la Federica, erano molto diversi. Ma ce l’hanno fatto a stare insieme. Le cose, forse anche quelle più strane, succedono e basta. E’ successo a loro, succede a tutti. A volte basta un numero, magari di telefono… Basta scambiarselo e le cose succedono. Si vede che tu scalpitavi già da qualche parte per venire a “vedere com’è”… quest’altra specie di Disneyland. Tu scalpitavi da qualche parte, e noi di tempo non ne abbiamo perso troppo. Anche se fino a maggio del ’97, io, tua madre, l’avevo vista solo di sfuggita… Una volta, la vidi insieme a quel tizio con cui stava, un mio ex compagno di scuola, e pensai che lui se n’era trovata una proprio carina… Ma non era per lui. Lei era per me. O meglio, io e lei, dovevamo diventare "noi". Le cose succedono e basta. Se a maggio del ’97 me l’avessero detto, sul pullman che portava la Pallavolo Pro Pila-Castel del Piano in trasferta… Se, a me che ero lì, seduto fisicamente, ma non c’ero già più con la testa, m’avessero detto: tu e quella a cui stai pensando “tra un paio d’anni avrete un figlio…” beh, avrei risposto davvero come – Busanetti docet – la moglie de’ Pero: “Mai creso !”. Però è andata davvero così… Perché dentro le cose ci finisci pensando di sceglierle, e invece ad un certo punto sono le cose che scelgono te, è la vita che ti chiama, ti cambia, ti prende, e ti porta via con se… Anche dove non pensavi proprio. O almeno non così in fretta… Grazie a Dio. Così, anche se non sai nuotare, se non l’hai mai fatto, se non hai mai tenuto un frugolino in braccio… sei lì, in mezzo al mare, e qualcosa ti devi inventare… La vita è un romanzo che pensi di scrivere. Invece devi solo leggerlo. Adesso, adesso che ho passato i cinquanta e tua madre, mannaggia, ne ha ancora due in meno di me… tu raggiungi l’età in cui, per le compagnie aeree, potresti anche viaggiare da solo… Pensa un po’ ! Già, a sedici anni puoi già volare da solo... “In viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle”. Non è quello che stai già facendo ? Magari mentre ascolti una canzone. Due passi o centomila, con le cuffiette nelle orecchie. Noi, nella nostra Disneylan, avevamo un aggeggio che si chiama walkman…. A sedici anni, io ci ascoltavo la canzone che dà il titolo a questo pezzo. Era il 1981. Avevo sedici anni, l’età in cui oggi si può volare da soli… Volare, perfino “sull'America che da qui è così lontano… conservare un po' di forza un po' di fiato… per volare nella musica che ancora nessuno ha mai suonato...”. A sedici anni ascolti una canzone nel tuo walkman, e magari non te le dimentichi più. Tu, proprio oggi sedicenne del 2015, invece, non dimenticare mai di suonare la musica che “nessuno ha mai suonato”. Sempre. Suona sempre la TUA musica, quella che ti frulla in testa, quella che ti ispira il tuo cuore. Solo se sarai sempre te stesso, se non dimenticherai mai il TUO modo di distinguere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, sarai sempre al centro. Al centro esatto, della sola musica che vale: quella, che suona la tua vita…

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