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Marco Cruciani

Marco Cruciani

Pensieri in libertà


Generazione di Fenomeni

Pubblicato da Marco Cruciani su 11 Giugno 2015, 23:45pm

Generazione di Fenomeni

Ci abituiamo a tutto, specialmente… alle cose che non abbiamo mai avuto. Diventano così “nostre”, che potremmo quasi farle sembrare un diritto. E invece no, non funziona così. Specialmente nello sport. Le cose te le devi guadagnare. Sempre. Guadagnare sul campo, dimostrando quello che vali.

Al terzo anno consecutivo in serie B2, “l’abitudine a vivere, con le regole inventate da noi”, come dice una vecchia canzone, non è bastata. L’abitudine a vivere insieme quest’avventura, col loro talento, con i loro numeri, il loro modo di essere, soprattutto con la voglia di continuare quest’avventura proprio insieme - una voglia nata sui “banchi” del minivolley e poi arrivata fino all’università dei campionati nazionali - non è bastata.

Si torna indietro. Si torna al punto di partenza. Lo sport usa termini crudeli, ma efficaci. Si chiama retrocessione, quando, quello che sei e che ci metti non basta più. Ci volevano pochi punti in più. Un paio di vittorie, perfino “banali”, e la favola sarebbe continuata senza cambiare una virgola.

Ma il tempo dei rimpianti, del rammarico, per “quelli del volley” dura sempre lo stretto necessario. Dura giusto il tempo che serve a capire che a te non faranno sconti, che la porta del ripescaggio è strettissima e non ci passi. Pazienza. Forse è anche meglio così. Magari inconsciamente pensi che, dopo una stagione sofferta, dopo una delusione, è meglio ripartire con entusiasmo, per essere protagonisti. Tornare a giocare per vincere. Anche un gradino indietro. Un po’ più in basso.

Loro sanno come si fa. Lo sanno da anni, come si gioca per vincere. L’hanno imparata questa lezione, proprio stando insieme. Ripartendo ogni volta da lì, dalla preparazione che sembra un pugno nello stomaco nel mezzo dell’estate… passando per l’autunno quando inizia il campionato e tutto torna ad avere finalmente un senso e le partite vuoi cominciare davvero a vincerle… Poi arriva l’inverno, c’è perfino qualche fiocco di neve all’uscita dall’allenamento… Ma tu sei sempre lì, non ti ferma nessuno. Perché il ciclo delle stagioni continua, e tu sei lì ad aspettarle tutte. Anche quando le giornate si allungano e la stanchezza si sente di più. Ma in quella stagione lì, arrivano i verdetti e anche se l’estate bussa di nuovo alle porte del CVA, tu sei ancora lì a sudare, per arrivare in fondo come si deve, come previsto, come volevi. Come volevamo, tutti insieme. Questa sembra quasi roba normale. E’ roba da pallavolisti, roba da gente “quasi normale”.

Da dove siamo partiti ? Ah, sì, dal tornare a vincere dopo una stagione sofferta. Come se fosse facile, scontato, previsto. Non lo è per niente. Ma intanto si riparte insieme. Sì, insieme è meglio. Ha un sapore diverso. Otto su dodici c’erano anche ad Altino. Altino ? Che roba è Altino ? Altino è un paese di tremila anime in provincia di Chieti. Ultima partita della stagione 2013-2014. Ultima in B2, dopo tre stagioni consecutive. Ginocchiere consumate in giro per l’Italia… a tenere carica la macchina della musica e dei sogni… Tre campionati che fanno abitudine, l’abitudine a vivere… con le regole inventate da noi.

E non sarà un caso che proprio loro, otto su dodici, insieme a Roberto e Antonio, questa serie C, se la vogliono giocare da protagoniste. Insieme a poche facce nuove, ma quelle giuste. Che si integrano in un progetto che vuol continuare ad essere quello giusto. Nuovo e uguale a stesso. Cambiando solo nickname, come vedremo più avanti… Ma siamo sempre noi, la OMG Galletti Ponte Valleceppi rimane se stessa. Rimane un progetto “fatto in casa”, la pallavolo sana di una volta, giocata nello stesso CVA con la foto degli eroi del 2011 appesa alle pareti, con le ragazze del posto a fare nucleo, anima e cuore di un’avventura destinata a diventare un po’ leggenda. Con un allenatore che ha percorso tante strade ma alla fine è tornato a casa, perché a casa ti diverti di più e tutto ha un sapore più speciale: Roberto Macellari che vent’anni prima aveva portato Elce, un quartiere di Perugia in serie B, e che proprio nel 2011 aveva realizzato la stessa impresa, ma a casa sua. Rifacciamolo. Riproviamoci. Di nuovo uguali. Questa è la sfida.

Si riparte da lì. Rewind. E allora riavvolgiamo insieme il nastro per vedere com’è questo film… che abbiamo già visto. Ed è sempre un gran bel film. Sembra lo stesso di oggi. Non si capisce se è il passato che ritorna o il presente che assomiglia ad una vecchia storia d’amore. Amore per la pallavolo, naturalmente. C’è una rete che è motivo, sport, ma c’è soprattutto una rete di valori, non solo sportivi a tenere insieme la storia… Fotogrammi che si sovrappongono. Forse sì, forse è la stessa storia, con gli stessi attori, lo stesso regista… E tutta la troupe è sempre la stessa… C’è la signora del bar, c’è Paola che compila il referto, Luisa che preme i tasti del tabellone, Simonetta … addetta alla “marcatura” degli arbitri, Diego che semina qua e là le sue inconfondibili caramelle e tutti gli altri, che non si sono spostati di un millimetro… Tutti lì, uguali, con lo stesso spirito, la stessa magia di sempre negli occhi e, certamente nel cuore. Quello che batte forte quando il pallone danza sopra la rete e in campo c’è proprio un pezzo del tuo cuore, forse quello più grande. Che hai visto crescere giocando partite di pallavolo, con la vita che scorre anno dopo anno. Il tempo che passa, che ti cambia, ma non troppo. Forse per niente.

E’ proprio una bella storia, quella delle ragazze del Ponte, dell’ambiente-Ponte. E forse non è un caso che questa storia sia ritornata ad una sorta di “punto di partenza” per continuare ancora. Una storia anche romantica, che se una logica non-romantica deve trovarla, a noi fa pensare ad un’altra storia pallavolistica molto importante. C’è una definizione che è stata affibbiata ad un gruppo che ha fatto cose importanti per la pallavolo italiana e mondiale. “Generazione di fenomeni”. Come non pensare che la fantastica storia di questo gruppo del Ponte, non sia anche e soprattutto… merito di un’alchimia generazionale, di un gruppo di ragazze che nello stesso tempo, nella stessa epoca… sono cresciute, si sono incontrare e sono sbocciate sottorete, tutte insieme, proprio nello stesso posto. Una autentica “generazione di fenomeni” della pallavolo femminile ponteggiana, che ha scritto, scrive e scriverà ancora le pagine sportive più importanti di questa piccola frazione dell’hinterland perugino. Piccola, ma non nella pallavolo.

La seconda volta, la seconda promozione in B2 della OMG Galletti Ponte Valleceppi, forse non a caso, è nata cambiando i nick name di queste ragazze… Che non sono più lula, hope, il grillino, ecc… ma sono diventate dei “supereroi”.

Martina “Wolverine” Tenerini, Giulia “Cat Woman” Verini, Caterina “Hulk” Gradassi, Arianna “La Cosa” Luciani”, Elisabetta “Thor” Meschini, Bendetta “Flash” Ponti, Martina “Spiderman” Molinari, Luisa “Batman” Tini, Elisa “Superman” Radi, Francesca “Capitan America” Bazzucchi, Silvia “Elastic Woman” Cei, Fedrica “Wonder Woman” Di Matteo.

Sport e musica, come da tradizione, si intrecciano anche questa volta.

“Generazione di fenomeni: siete voi. Generazione di fenomeni: tutti eroi”.

Niente succede per caso. Niente. Deve essere per questo che… i nuovi eroi, eroi di una generazione, di un gruppo, eroi di una squadra nata a e cresciuta a Ponte Valleceppi… sono tornati là dove era già stati. Per riprendere “l’abitudine a vivere, con le regole, inventate da noi”. Bentornate in B2 ragazze. E buon viaggio… Lo spettacolo, continua.

I fenomeni, siete ancora voi…

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