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Marco Cruciani

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Pensieri in libertà


Le ragazze fanno grandi sogni

Pubblicato da Marco Cruciani su 21 Maggio 2015, 13:30pm

Le ragazze fanno grandi sogni

Ci piace giocare con le parole, provare mettere insieme qualche pensiero che abbia un senso e che soprattutto possa fissare le emozioni che lo sport suscita in noi “spettatori” di uno spettacolo che… non finisce mai. Beh, sì, c’è un momento in cui le cose finiscono, c’è sempre un’ultima partita della stagione, un ultimo pallone, l’ultimo scambio che scrive un verdetto. Così è stato anche ieri sera, quando Stefania Okaka, perugina di Castiglione del Lago, ha messo a segno l’ultimo punto della sfida tra Perugia e Palmi, regalando alle calabresi la possibilità di continuare la corsa verso la serie A2. Al termine di un’altra battaglia, la seconda nel giro di poche ore tra Gecom e Golem, degne protagoniste di un confronto di ottimo livello. Due partite finite al tie-break significano che la sfida è stata combattutissima, che lo spettacolo che le ragazze hanno offerto è stato ricco di emozioni, che la differenza alla fine è stata minima e questo è soprattutto merito della Gecom, che ha saputo mettere in campo tutto quello che aveva, al cospetto di un avversario tosto, compatto, con giocatrici di grande esperienza, di categoria superiore, forti in ogni fondamentale. E allora davanti a questa corazzata con le magliette rosa – particolare curioso, lo stesso colore indossato dal Volalto Caserta, ultimo avversario della Gecom nei play off della scorsa stagione… – onore e merito a chi ha lasciato il campo con la tristezza tipica dello sconfitto ma, crediamo anche, con l’orgoglio di chi ha dato tutto, senza risparmio, lasciando da parte acciacchi e stanchezza, dolori e fatiche accumulati in tanti mesi, per combattere fino alla fine. C’è poi una sorta di destino che ha accomunato le squadre maggiori del capoluogo… Hanno lottato fino all’ultimo pallone, regalando proprio nella parte finale della stagione le emozioni più grandi e uscendo sconfitte solo al quinto e decisivo set: la Sir contro Trento, la Gecom contro Palmi. E’ finita col sudore che si è fuso alle lacrime in entrambi i casi, ma è finita soprattutto con l’applauso, l’abbraccio dei protagonisti con la gente che ha consolato i suoi eroi, quelli e quelle… con l’ormai amatissima maglietta nera. Quando si arriva all’ultima tappa del viaggio in questo modo, il rammarico per il “colpo mancato” dura davvero un attimo. Perché il bello, poi, è stato tutto il viaggio… Quello iniziato con gli altri che ti guardavano come se tu avessi in mano una “valigia di cartone”, mentre loro sfoggiavano il trolley nuovo di zecca… Ma alla fine, abbiamo capito che conta tutto ciò che siamo riusciti a mettere nel nostro bagaglio, conta come abbiamo arricchito quella “scatola” che sembrava povera e invece… Invece lì dentro c’è finito il meglio di ognuno di noi, il bello di ognuno dei protagonisti che, insieme, hanno saputo dare un senso speciale al viaggio: ai chilometri, alle ore passate insieme, in palestra, negli autobus, nelle macchine e nelle case… Creando un’alchimia: l’alchimia di cui essere orgogliosi. Quella che ti fa essere squadra, sorpresa, gruppo capace di andare oltre i propri limiti. Per questo la delusione è un sentimento che svanisce come il pulviscolo più invisibile di una cometa… E a chi crede che “le cose finiscono”, noi possiamo solo dire che “le cose”, proprio come le comete, magari si allontanano per un po’, ma poi ritornano, ripassano nel cielo, più luminose che mai, pronte a regalarci nuove emozioni. Noi lo abbiamo sempre saputo che loro erano un po' così… “Le ragazze fanno grandi sogni… Le ragazze come le comete…” le aspetti sempre. Fino al prossimo passaggio. Per ora, buon viaggio… E, a presto…

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