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Marco Cruciani

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Pensieri in libertà


Fattore Campo

Pubblicato da Marco Cruciani su 22 Aprile 2015, 09:00am

Fattore Campo

Spazzato via. Il fattore campo, nelle prime due sfide dei quarti di finale dei play off scudetto 2015, tra Sir Safety Perugia e Calzedonia Verona, è stato spazzato via, quasi brutalmente. Verona, che mai aveva compiuto un’impresa del genere nella “seconda vita” del volley perugino di serie A, è diventata padrona dell’Evangelisti, favorita dalla pessima prestazione perugina. Ma i Block Devils hanno resettato in fretta. Si sono lasciati alle spalle un sabato da incubo e per buona parte di gara due hanno giocato quasi sul velluto, costruendo da grande squadra le fondamenta del successo, salvo concedere un paio di clamorose “possibilità di rientro” agli inseguitori.

Però una cosa è certa, il fattore campo è saltato, non esiste più. Questi sono i play off, tanto per dire qualcosa di originale... I play off, dove spesso le cose migliori (remember Piacenza ?) le devi costruire lontano dalle certezze di casa tua. E se mai volessimo concederci un “folle” volo in avanti, sappiamo che sarà così una volta di più, ancora di più. Pirati su mari in tempesta. Pirati all’assalto delle navi altrui, anche e soprattutto quando, certe navi, sembrano fortezze inespugnabili.

Ma la faccenda-fattore campo non è uno scherzo. Sono stati fatti studi di un certo livello per capire quanto conti il fattore campo. Sports Illustrated, periodico sportivo statunitense, ha condotto una ricerca su un arco di dieci anni negli sport di squadra, dimostrando come la pallavolo sia la disciplina, tra quelle maggiori, in cui è più bassa l’incidenza del fattore campo. Nel calcio, la squadra di casa vince nel 67% dei casi, nel basket siamo al 65,3, mentre nel volley appena al 58,4. Le caratteristiche della pallavolo moderna, con l’introduzione del rally point system hanno sicuramente hanno aumentato l’equilibrio e probabilmente anche amplificato l’incidenza del fattore emotivo. Infatti, sempre secondo l’analisi di Sports Illustrated, non è da trascurare quanto pesi la pressione del pubblico di casa, la carica emotiva che grava sulla formazione di casa per il fatto stesso di giocare davanti alla propria gente. Forse un po’ strano, e probabilmente vero.

Ma come recitava la formula in uso nella monarchia francese prima della rivoluzione, «il re è morto, viva il re!». Il fattore campo è morto, e allora viva il fattore campo. Nella sfida decisiva dei quarti di finale tra Perugia e Verona può succedere di tutto, ma ben venga il fatto di giocarsela qui, in casa.

Fattore campo. Fattore campo è l’apice della passione e delle emozioni.

Fattore campo è uscire di casa con il giusto anticipo, dopo aver seguito tutti i riti abituali, persino quelli… di tua moglie o tuo figlio che non sono mai pronti all’orario stabilito… Fattore campo è mettere in macchina le tue cose, sciarpe, magliette, tubi di cartone… Fare il solito percorso, cercare il solito posto per parcheggiare, sapere di chi sono le macchine lì, vicino alla tua; trovarsi magari con le stesse persone fuori dall’Evangelisti, proprio in quel punto lì, come succede da tanti anni. Fattore campo è vederla da lontano la volta arcuata dell’Evangelisti e guardarla con gli stessi occhi con cui si guarda la propria casa o una cattedrale dove sai che si consumerà il rito che più ami. Osservarne l’imponenza con quel senso di ritorno al luogo del cuore, degli affetti, delle emozioni più vere e sincere. Fattore campo è la fila all’ingresso, accanto ai tuoi amici, i soliti addetti alle porte, è passare per il varco che conosci centimetro per centimetro, è quel color legno chiaro dei gradoni che ti avvolge col calore di un abbraccio appena sei dentro. Fattore campo è un occhio verso il taraflex ed uno verso il tuo posto, che guai a chi te lo occupa ! E’ il senso dell’attesa, è scattare in piedi col cuore che batte forte all’ingresso delle squadre per il riscaldamento. Fattore campo è tutto questo e molto altro ancora, è tutto ciò che ognuno di noi vive intimamente dentro di sé e che non cambierebbe con niente al mondo.

Fattore campo è la tua città, il tuo palasport, la tua squadra, i tuoi giocatori, la tua maglia. Fattore campo siamo Noi, con i nostri sogni, affidati a quei ragazzi col Grifo e il Diavoletto sulle loro e sulle nostre magliette.

Fattore campo è perché lì ci sei tu e sai che, in qualche modo, in ogni modo, soffrendo in silenzio (ma chi ci riesce ?), oppure e soprattutto con le mani, con la voce e sempre, sempre col cuore, sei lì a sostenere quei ragazzi in maglietta e pantaloncini, e sai che lo farai dal primo all’ultimo pallone, pensando che ce la faranno anche quando sembra andare tutto storto. Perché sono un po’ pazzi, come in fondo lo sei tu, pazzo d’amore per uno sport bellissimo.

Fattore campo sei tu che sudi e salti come un pazzo con loro, come se in campo ci fossi anche tu. E forse ci sei davvero. Tu, noi, noi sui gradoni, noi in curva o in gradinata, su quelle tavole di caldo legno chiaro o sulle poltroncine col cuscino, noi siamo il fattore campo. Sono i Sirmaniaci di tutte le età e tutti quelli che sono lì, a sognare tifando, a tifare per un sogno… perché si sentono, sanno di essere… fattore campo.

Perché il fattore campo è metterci il cuore, sempre, ovunque. Ma in casa nostra, sul nostro campo, ancora di più. Perché qui ci siamo noi, e per vincere, dovrete sudarvela soprattutto contro di noi.

Noi siamo il fattore campo. Noi siamo qui: e siamo quelli “fattore campo”. Quelli, che, mettetevelo in testa, non perderanno mai.

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