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Marco Cruciani

Marco Cruciani

Pensieri in libertà


Il Viaggio, pochi grammi di coraggio

Pubblicato da Marco Cruciani su 23 Marzo 2015, 18:15pm

Il Viaggio, pochi grammi di coraggio

“Ci voleva si”, canta Daniele Silvestri nella canzone che da il titolo a questo pezzo. Ci voleva proprio; ci sono periodi in cui c’è davvero bisogno di un viaggio. Di uscire, anche solo per poche ore. Cambiare aria, staccare, vedere facce amiche o anche facce nuove. Cambiare pensieri o meglio ancora non pensare a niente. Pensare che in fondo è tutto un gioco. Pensare al gioco, ad una squadra, ad una maglia col diavoletto stampato, sentirsi parte di una squadra, di un gruppo di amici che va a sostenere la sua squadra.

Ci vogliono anche alcuni “grammi di coraggio”, anche solo quelli che ti permettono qualche volta di mandare al diavolo regole e convenzioni o anche le “cose serie”, che poi pensi debbano venire sempre prima di tutto e poi sono quelle che ti tradiscono di più nel profondo. E allora sai che si fa ? Per una volta in cui, tra l’altro, non ci sono altri impedimenti, altri calendari da inseguire, noi quattro, tutti insieme per la prima volta in questa stagione 2014-2015, saliamo sull’autobus che porta i Sirmaniaci a Monza.

“Ci voleva lei che ti portasse fino a qui”, ci voleva questa cara vecchia amica che è la pallavolo per portarci fino a qui, per tornare a sfiorare Milano dopo una decina d’anni dall’ultimo corso di informatica fatto da queste parti, e guardarla da lontano, intravedere tra la foschia il grattacielo di Cesar Pelli a Porta Nuova, ricordare quanti viaggi fatti per lavoro hanno toccato quest’altra capitale italiana; sentirla, di nuovo, quasi familiare.

“Strano come spesso basti un viaggio”, uno soltanto, per tornare ad apprezzare quel clima da grande famiglia allargata che è quello di una sana tifoseria organizzata. Dove ci si muove insieme con l’unico obiettivo di divertirsi, di far sentire meno soli i propri beniamini, di cantare per loro e per noi, dal primo all’ultimo pallone, perché ci piace, perché una squadra, la tua squadra, è un fiore che può sbocciare da un momento all’altro e tu, quella volta lì, vorresti esserci per dire di averla vista davvero sbocciare…

Un viaggio ti porta anche in “certe isole col sole al posto giusto, con un vento sempre fresco”. Stavolta l’isola è nella terra ferma brianzola, ad un passo dal monumentale Stadio Brianteo. E’ al PalaIper di Monza, dove a noi, tifosi avversari, a noi “nemici di turno”, ci accolgono con lo striscione “E’ un vero piacere vedervi, benvenuti Sirmaniaci”. Solo la prima di diverse delicatezze, le prime parole cui fanno da corollario volti “familiari”, sinceri, quelli di persone cordiali, squisite, che ti fanno ritrovare la TUA pallavolo, quella in cui ognuno gioca con i suoi colori sulla tavolozza del tifo, ma poi alla fine i colori si confondono e non riconosci più gli uni dagli altri… Perché al di la del risultato, del tempo passato a cantare ognuno per i suoi senza insulti e cori beceri, c’è comunque un sincero terzo tempo, un modo piacevole per dirsi reciprocamente è stato bello davvero essere qui, a casa vostra, che mai come stavolta pensi sia un po’ casa tua. E quando te ne vai, pensi davvero che ne sia valsa la pena, se in tanti ti salutano ancora, ti augurano buon viaggio, buon rientro. Che ti lasciano la sensazione che sia così anche se la partita contasse di più. Che il clima potrebbe essere lo stesso a tre giornate dalla fine della regular season o in una partita dei play off, magari decisiva.

E infine… “Ci voleva… perché forse in fondo è vero che per essere capaci di vedere cosa siamo, dobbiamo allontanarci e poi guardarci da lontano”. Perché mica è facile questo “campionato” della vita in cui gli avversari sono a volte sleali, scorretti e antisportivi… Ma proprio quando le partite diventano più complicate, dobbiamo essere capaci di vedere cosa siamo. Ed essere, sempre, orgogliosi della nostra squadra. Di cosa siamo. NOI.

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