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Marco Cruciani

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Pensieri in libertà


Cattivi pensieri

Pubblicato da Marco Cruciani su 23 Marzo 2015, 13:30pm

Cattivi pensieri

Alle solite cinque o sei anime candide questo pezzo non fa bene e dunque è meglio che non lo leggano. Anime candide che non sono preparate per certi pugni nello stomaco, come possono esserlo le letture che noi abbiamo fatto in questi giorni.

La maggior parte delle cose che troverete più avanti, visto il contenuto “specialistico”, ovviamente non sono nostre. E fa male non solo leggerle, ma pure trovarle ! Trovare sul web articoli dal titolo “Il mobbing dove non l’avete mai visto” oppure “Mobbing sociale: scuola, salute ed emarginazione” fa assolutamente drizzare i capelli. Perché in fondo, anime candide, lo siamo un po’ tutti. Il candore di chi crede ancora nelle favole, di chi pensa che certe isole felici siano ancora possibili. Che certi cattivi pensieri che negli anni hanno attraversato le nostre menti e quelle di vari amici, fossero, appunto, solo, cattivi pensieri. Cattivi e sbagliati. E invece, come disse saggiamente quella volta Giulio Andreotti: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Quante volte, dalla scuola materna fino alle superiori, siamo stati assaliti da un dubbio… davanti a qualcosa che avremmo voluto far presente all’educatore di turno. Ma ci siamo fermati, abbiamo soprasseduto, abbiamo mandato giù passando da “tonti”, abbiamo convinto i nostri ragazzi a far finta di nulla, per quel famoso dubbio: il timore che poi, proprio loro, i ragazzi, certi nostre “segnalazioni”, le avrebbero pagate sulla propria pelle.

Cattivi pensieri. Ma quando mai un educatore si “vendica” sul proprio sottoposto ? Cattivi pensieri di gente abituata evidentemente a pensar sempre male, a voler vedere sempre un po’ di marcio anche dove è tutto candido e pulito.

Invece no, non è tutto pulito. Come abbiamo scritto altre volte, a certe “manifestazioni moderne” abbiamo imparato a dare anche un nome, spesso straniero. Confessiamo la nostra profonda ignoranza. Ma che, per esempio, si parlasse di “bossing scolastico”, di ”school bossing” noi non lo sapevamo !

Leggete qua, (non è roba nostra, viene dal sito web goleminformazione.it).

“school bossing… Quello più classico è probabilmente il mobbing orizzontale tra i compagni per allontanarne uno considerato meno simpatico o meno affine al gruppo dominante della classe. Questo tipo di mobbing non va confuso con il bullismo, infatti mentre quest’ultimo si manifesta con palese violenza fisica, soprusi, e aggressioni verbali difficilmente equivocabili, il mobbing scolastico è più sottile e tattico, così che l’individuo non abbia mai prove tangibili dei comportamenti subiti, risultando spesso egli stesso agli occhi degli altri paranoico o esagerato, dando spazio ad ulteriore inopportuno chiacchiericcio che va a incrementare l’additamento da parte dei mobber. Un secondo tipo di mobbing è quello verticale di tipo bossing, ovvero quello che i professori fanno nei confronti di studenti a loro poco simpatici. Non deve sembrare un’eresia: i professori sono persone come le altre e anche loro hanno antipatie e simpatie, talvolta poco professionalmente gestite. E così alcuni, avendo il coltello dalla parte del manico, se ne approfittano. Tra l’altro questo è un caso difficile da dimostrare per gli studenti, soprattutto da parte di quelli che generalmente non sono molto studiosi. Il loro lamentarsi potrebbe essere scambiato per una scusa, e spesso lo è. Non posso che consigliare agli studenti stressati da questo tipo di mobbing, di dimostrare prima il loro impegno scolastico e soltanto dopo di denunciare il fatto.”

Studiocataldi.it è invece un sito web che si occupa di diritto e notizie giuridiche. E a proposito di “mobbing sociale” scrive quanto sotto riportato.

“Parlando invece di mobbing sociale, il discorso è molto più generalizzato perché cause, conseguenze e dinamiche possono variare enormemente a secondo del singolo atto preso in considerazione. Il mobbing ci può essere anche in ambiente scolastico (si può parlare di mobbing ad esempio quando si verificano atti di bullismo); ci può essere mobbing tra amici e addirittura in ambito familiare.

Rientrano in questo campo tutte le situazioni in cui un membro del gruppo sociale (scuola, famiglia, amici) viene "preso di mira" e diviene vittima di ripetute vessazioni.

L'ambiente scolastico presenta diverse forme di mobbing, a partire dal "mobbing orizzontale" tra singoli studenti o tra gruppi di studenti che determinano, in capo alle vittime, delle condizioni di grave disagio.

Allo stesso modo, fenomeni di mobbing verticale possono verificarsi quando è l'insegnante, a porre in essere persecuzioni nei confronti di uno o più alunni. Questi episodi possono derivare da semplici opinioni su uno o più elementi della classe in cui il mobber insegna, per discriminazione verso alcune delle sue abitudini o ancora peggio, per contrasti di idee o per pregiudizi in relazione alle sue origini, tradizioni ed etnia. Il tutto è protratto nel tempo, a volte per anni e senza possibilità per lo studente di difendersi.”

E questi sono solo due piccoli esempi. Ce ne sono di peggiori tra le centinaia di risultati che google ci restituisce, cercando contenuti che parlino di “mobbing scolastico”.

Da rimanere a bocca aperta. Esistono pure queste cose. Esistono davvero. Allora abbiamo sempre fatto bene a tacere. Si, meglio tacere. Tenendoci stretti i nostri cattivi pensieri.

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