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Marco Cruciani

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Pensieri in libertà


Le canzoni di domani

Pubblicato da Marco Cruciani su 9 Gennaio 2015, 14:00pm

Le canzoni di domani

Torniamo al Madison. “Quelli che il basket”, lo sanno... Che il Madison di Piazza Azzarita è da sempre la versione in salsa bolognese del Madison Square Garden di New York. E’ lì, nel tempio del basket emiliano per antonomasia, che si assegna il primo trofeo “vero” (Supercoppa docet) della stagione, ovvero la Coppa Italia. Bologna, come l’8 e il 9 marzo del 2014. Con una infinità di analogie che fanno cabala, scaramanzia, dita incrociate… Ci arriviamo, ancora una volta, dopo aver battuto Verona in un giorno di festa. La festa del Patrono lo scorso anno, l’Epifania nel 2015. Alla Final Four, ci arriviamo di nuovo da quarti. Abbiamo chiuso così il girone di andata e affronteremo, per il gioco degli abbinamenti delle semifinali, la prima. Questa volta è Trento che, come la Lube al termine del girone di andata della passata stagione, nella fase ascendente del torneo ha messo in cascina 30 punti. Trento 30, Modena 30, Treia 28, Perugia 27, dopo le dodici partite del girone di andata. In cui abbiamo messo insieme 9 vittorie e 3 sconfitte. Ci hanno battuto le tre squadre che ci precedono in classifica e che saranno con noi a Bologna. Curioso ma, al termine del girone di andata dello scorso campionato, avevamo perso proprio contro le tre squadre qualificate, come noi, alla Final Four: erano Macerata, Piacenza e Trento. Perugia, come una sorta di anello debole della catena. Allora eravamo gli “ultimi arrivati”, i meno considerati dai pronostici nel quartetto delle protagoniste della due giorni bolognese. Che ci piaccia o meno, i valori della stagione, fino a questo punto, dicono più o meno le stesse cose. I numeri, dicono che siamo dietro Trento, Modena e Treia. Ci hanno battuto tutte, Modena addirittura due volte. Siamo, forse, ancora l’anello debole. Che, per una squadra che può vantare nomi come i nostri… è una davvero una mezza bestemmia… Ma il responso del campo, fino ad ora, è stato questo. Un responso che, stando alla logica delle classifiche, ci piazza nelle "retrovie", scalzati dal ruolo di “protagonisti del mercato estivo” forse dalla meno attesa delle attuali big, ovvero Trento. Ma che non siamo più tra i favoriti, ce ne siamo accorti anche alla vigilia del quarto di finale contro Verona. Il pronostico di Volleyball.it era stato fin troppo impietoso in fatto di percentuali per il passaggio del turno: Sir Safety Perugia 45% - Calzedonia Verona 55%. Ma proprio martedì, la Sir ha sfoderato una delle migliori prestazioni della stagione. In una partita da dentro o fuori, i Block Devils non hanno fallito l’appuntamento. Anzi. Hanno a tratti annichilito un avversario che veniva all’Evangelisti bello baldanzoso, con un obiettivo che sembrava come non mai alla portata. “Appuntamento con la storia”, scriveva alla vigilia il quotidiano “L’Arena” di Verona, presentando la sfida tra Sir e Calzedonia. Ma, come tutti sanno ormai… la Storia siamo Noi e con certe affermazioni… non si scherza ! Battute a parte, è andata come sappiamo e forse, da spettatori, arriviamo con consapevolezze nuove alla semifinale contro Trento. Ci piace pensare che questa Sir sia una squadra sorniona, a tratti svagata, ma che, al momento opportuno, diventi terribilmente cinica. Cinica lo è sempre stata in Champions, dove non puoi fare passi falsi e dove non ne ha fatti, partendo subito con l’istinto del killer nella gara d’esordio contro la superfavorita Ankara. E alla prova da dentro o fuori, contro Verona, i nostri eroi sono scesi in campo senza titubanze, col coltello tra i denti, cinici, con l’istinto di un killer che sa esattamente quale lavoro è chiamato a svolgere. La Sir Safety 2014-2015 è una squadra costruita per lottare ai massimi livelli, per dimostrare la sua vera forza nei momenti chiave della stagione. La storia del volley è piena di dominatori delle stagioni regolari, buttati fuori al primo turno dei play off. Come quella volta (campionato 2003/2004) in cui l’Itas Diatec Trentino chiuse la regular season nettamente davanti a tutti (6 punti in più della seconda, tanto per dire) e al primo turno dei play off, fu eliminata dall’ottava, che la regular season l’aveva chiusa con 23 punti in meno ! L’ottava, era Perugia. Un’altra storia, in cui muoveva i primi passi in seconda linea un certo Andrea Giovi… Che magari quell’impresa lì se la ricorda ancora… E tra le cose da ricordare, c'è anche il fatto che in campionato, contro Trento, si è perso sì, ma solo al tie-break. Dopo oltre due ore di gioco, 17-15, al quinto. Fu una battaglia... E allora, andiamo al piccolo Madison di Piazza Azzarita a far sentire la nostra voce, sfoggiando con orgoglio i nostri colori, le nostre maglie (in campo e fuori), andiamo a cantare canzoni imparate ormai a memoria. Ma pronti anche a coniare nuovi cori. Anche se non siamo favoriti, anche se sembriamo l’anello debole della catena. “Canteremo insieme incrociando le dita” dice una vecchia canzone. Che, guarda caso, si intitola “Le canzoni di domani”. Sì, domani, si canteranno canzoni ormai codificate. Ma la fantasia dei Sirmaniaci non ha limiti, è sempre pronta a stupire… Chissà cosa canteranno, magari intorno alle 18, sulle tribune del PalaDozza… Intanto, ragazzi, in bocca al lupo… E, caro Sirmaniaco, tu che sai esattamente “cosa vuoi, cosa sogni e cosa ami”… come dice l'ultima strofa di quella canzone lì… "falle tu, le canzoni di domani"...

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