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Marco Cruciani

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Pensieri in libertà


Torneranno gli angeli

Pubblicato da Marco Cruciani su 15 Settembre 2014, 13:16pm

Torneranno gli angeli

Piccole e grandi magie dello scrivere, del mettere nero su bianco le proprie emozioni… Magie che, meravigliosamente, durano nel tempo… Perché qualcuno ha deciso di conservare le parole (grazie Elisa…) magari rileggendole ogni tanto, come si fa con certe cose che hanno lasciato un segno… Segni, parole, punti e virgole fatti con l’inchiostro. Ma soprattutto col cuore…

Tutto questo è, per esempio, TORNERANNO GLI ANGELI, pubblicato l’8 marzo 1997 per Te-Le Suono News…

Fatti, personaggi, storie. Inquadrature diverse della stessa immagine, quella di un ambiente nel quale si fa sport. Dove si può crescere, dove si può diventare uomini o rimanere eterni bambini; dove si possono passare pomeriggi interi a sparare cazzate o a sudare in silenzio rincorrendo un sogno. Per esempio, quello di chi ha assaporato grande volley (serie B, con una società di A), di chi ha saputo vincere e non ha mai digerito le sconfitte; di chi ha sempre dato il massimo dentro e fuori dal campo. E, improvvisamente, un giorno, si è sentito dire: adesso basta, devi fermarti; tu non giochi più. Eppure lei (perché è di una lei che stiamo parlando…) non si è arresa, anzi. Ha fatto quello che di più frustrante ci può essere per un giocatore: allenarsi in silenzio, sempre, puntualmente, sapendo di non poter giocare. Stringendo i denti pur di “esserci”, mentre magari qualcuno sbuffava già al primo esercizio. Sentendone di cotte e di crude, anche dalla bocca di pseudo allenatori a corto di idee. Ma non poteva durare e cosi il Dio del volley ha voluto porre fine a questa tortura: “Si ricomincia a giocare, sul serio”. E così è stato. Di nuovo protagonista, di nuovo una giocatrice. Vera; decisiva. Questa è una storia che merita di essere raccontata. Anche se probabilmente un pezzo così non andava scritto. Perché rischia di turbare “equilibri” e menti poco inclini ad accettare il fatto che anche gli altri possano essere al centro dell’attenzione. Se non che, (come dice Leo Turrini) io me ne frego e così scrivo quello che mi pare. Perché ci sono ritorni, degni di essere celebrati e favole a lieto fine che vanno ricordate. E ogni volta che torneranno gli angeli noi saremo lì a raccontarlo, sperando di vederli volare ancora, con i nostri occhi. Per scrivere altre poesie che, some al solito, non tutti saranno capaci di leggere. Bentornata Elisa, in bocca al lupo…

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