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Marco Cruciani

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Pensieri in libertà


I bambini ci guardano

Pubblicato da Marco Cruciani su 25 Marzo 2014, 14:00pm

I bambini ci guardano

“I bambini ci guardano”, ovviamente, non è solo il titolo di una vecchia canzone dei Pooh e di un film del 1943 diretto da Vittorio De Sica. Quante volte abbiamo sentito o anche usato un’espressione del genere… E quante volte ci siamo resi conto davvero… del fatto che i nostri bambini, i nostri ragazzi, ci stessero guardando ? Forse, persino con occhi un po’ perplessi. I bambini ci guardano, sono lì, seduti in macchina accanto a noi, quando il semaforo diventa verde e la signora un po’ in là con gli anni ci mette un po’ a ripartire e si prende la nostra raffica di improperi. I bambini ci guardano, dalle foto della nostra pagina facebook, e forse si vergognano un po’ di essere lì, per certe frasi strampalate che scriviamo senza collegare il cervello. I bambini li teniamo per mano quando siamo in fila all’ufficio postale e ci mettiamo a discutere col tizio che, senza prendere il numero e aspettare il suo turno, sorpassa tutti, per chiedere un’informazione. I bambini sono in campo a giocare con i loro amici la partita, l’attesissima partita della domenica mattina e ci vedono lì, in tribuna, col sangue agli occhi, a prendercela con quel malcapitato di arbitro che ha fischiato una banalissima punizione contro. I bambini sono di là in cameretta e si affacciano alla porta, guardandoci un po’ spaventati per il tono con cui mamma e papà stanno affrontando una discussione manco tanto importante. I bambini ci ascoltano, mentre commentiamo un brutto voto dicendo che la maestra è un stupida e forse non si sentono più sollevati da questa spiegazione. I bambini sono felici di andare a messa con noi e forse fanno fatica a capire il perché di quel bestemmione che ci scappa proprio a cento metri dalla Chiesa. I bambini ci ascoltano, anzi no, non sentono la nostra risposta al “buongiorno” di quel tizio che ci saluta, e imparano che così si può fare. I bambini si innamorano dei cuccioli che arrivano in casa e non si aspettano le urla che accompagnano il nostro “quanto sporca sto’ accidenti di cane !”. I bambini ci guardano “sbuffare” mentre esaudiamo l’ennesima richiesta del nonno; si, proprio quell’affascinante signore coi capelli bianchi, che, a loro, racconta un sacco di storie bellissime. I bambini allo stadio saltano e cantano con noi, contro quelli della curva di fronte, e capiscono che oggi i nemici sono loro. I bambini si divertono un sacco quando andiamo in giro per negozi, ma ci mettono un po’ a capire perché un “gratta e vinci” è più importante di due pacchetti di figurine dei calciatori. I bambini ci guardano discutere della partita come se fosse la fine del mondo, magari chiedendosi se è proprio così importante. I bambini ci guardano. Davvero. Non siamo perfetti. Questo i bambini lo capiscono in fretta. Ma ci amano lo stesso e forse per questo, come spugne, assorbono anche la parte meno buona di noi. Ma i bambini saranno sempre migliori di noi. Ci stupiranno, da grandi, facendo, in certe situazioni, il contrario di quello che ci hanno visto fare. Non a caso, sono la speranza di un futuro e di un mondo migliore. Ma se in qualche situazione girassimo lo sguardo verso di loro, ci accorgeremmo che ci stanno guardando. E potremmo risparmiarci e risparmiargli… un sacco di fesserie…

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