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Marco Cruciani

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Pensieri in libertà


C'era una volta Te-Le Suono

Pubblicato da Marco Cruciani su 5 Marzo 2014, 15:22pm

C'era una volta Te-Le Suono

Oggi i grandi club calcistici hanno un canale televisivo dedicato, che ne segue le vicende a ciclo continuo. Non sappiamo se si sono ispirati a Te-Le Suono, ma certamente, Te-Le Suono, è arrivata …prima di tutti, seguendo le imprese della Pallavolo Pro Pila - Castel del Piano ! Il marchio che accompagna queste righe fu realizzato da un creativo fantastico come Jean Luc Bertoni ed è stata… la cometa che ci ha guidato per diverse stagioni, fin dai primi anni 90. Poi, col tempo, abbiamo lasciato spazio agli… pseudo professionisti dell’informazione… Noi avevamo fatto tutto, ma proprio tutto. Te-Le Suono è stato un gioco, un’idea, una zingarata durata diversi anni… Ma Te-Le Suono è stato, ed è, anche se non ci vediamo più con la stessa assiduità, un fantastico gruppo di Amici. Di persone che, condividendo la stessa passione per la pallavolo, decisero di “fare comunicazione” molto, ma davvero molto a modo loro… Bastarono una telecamera ed un cavalletto. E ci volle un attimo per capire che … sarebbe stato subito amore ! Bastò aggiungere un microfono e il gioco era fatto, il miracolo compiuto. I primi pionieri, se non ricordo male, fummo io, Mauro, Patrizio, Piero, Fabio, Roberto… Con quegli arnesi, facemmo di tutto. Molto volley, il nostro volley, quello delle nostre squadre. Ma anche quello dei grandi. I primi anni di serie A1 della Sirio, la Venturi Spoleto e il circo della A1 che con essa sbarcò a Perugia. Da lì in poi, tutte le manifestazioni pallavolistiche di alto livello diventarono nostre prede. Naturalmente, da perfetti imbucati. Senza accrediti, senza permessi ma, soprattutto… senza vergogna ! Noi entravamo, sempre. E facevamo il nostro “sporco” lavoro. Parecchie begiate (per usare un eufemismo…) ma anche cose che avessero una parvenza di serietà. Tutti i più grandi del volley femminile e maschile sono passati da Te-Le Suono. Da Bernardo a Velasco, da Mario Gatti, a Roberto Papa, a Franco Pauselli… Non ci è scappato nessuno. Anzi, uno forse si. Non ci riuscì di intervistarlo. Forse capì che non eravamo proprio serissimi… Lui era Kim Ho Chul, palleggiatore coreano di Schio. Con lui, non ci fu niente da fare. Peggio per lui. Ai “nostri tempi” raccogliemmo “dichiarazioni” memorabili, facce ed espressioni che sono entrate nella storia… Una su tutte ? Bernardo che iniziava l’intervista con noi, avvisando chi gli stava intorno sul “livello” di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco: un “tutte caszate”… in un italo-brasiliano che era da solo uno spettacolo… Facemmo davvero di tutto. Anche dei matrimoni (memorabile quello di Francesco Fogu e Silvia Garzi che seguimmo dalle prime luci dell’alba…), autentici scoop come quello con un giovane Tiberio Timperi beccato a spasso al Trasimeno oppure una memorabile Partita della Nazionale Cantanti… Li ci superammo: prima allo Stadio e poi …ad inseguire i giocatori fin dentro l’albergo per riuscire ad intervistare proprio tutti… Morandi, Tozzi, Ramazzotti, Ruggeri… Che tempi… Poi Te-Le Suono allargò i suoi orizzonti e divenne, naturalmente, Te-Le Suono News, versione cartacea della “casa madre”, di cui non poteva che essere la naturale evoluzione. Come è stato scritto in altre situazioni ognuno di noi adesso fa, ovviamente, altre cose: siamo “cresciuti” ma sono strasicuro che non siamo cambiati, che c’è un po’ di Te-Le Suono, in ognuno noi, da qualche parte. Un dna fatto di tanta passione per le cose che facciamo. In un libro che ho iniziato a leggere in questi giorni c’è scritto che “non si invecchia in base al tempo che si ha sulle spalle, si invecchia quando si inizia a dimenticare i sogni”. Nessuno di noi, ne ho la certezza, ha dimenticato. Nessuno ha smesso di sognare. Quotidianamente, ognuno di noi sogna di fare bene ciò che fa: non è questo un grande sogno che viviamo giorno per giorno ? Poi ci sono i sogni “impossibili”. Per esempio… rifare, anche solo per un giorno… Perché… Perché Te-Le Suono è un grande amore, che è rimasto sempre dentro di noi. E i grandi amori, lo sappiamo, non finiscono mai…

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