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Marco Cruciani

Marco Cruciani

Pensieri in libertà


528 volte grazie !

Pubblicato da Marco Cruciani su 21 Marzo 2014, 21:00pm

528 volte grazie !

Il blog, il “diario in rete” è un bello strumento. Un luogo libero, pubblico e privato allo stesso tempo, dove, almeno per me, per una persona a cui è sempre piaciuto scrivere, puoi mettere “nero su bianco” quello che ti passa per la testa. Con la liberta di poterlo fare, nel rispetto delle tue regole e con il tuo stile. Lasciando agli altri la liberta di leggere o meno, condividere e criticare. Pensandoci bene, per me è forse la formula migliore in cui trova la sua realizzazione l’antico sogno di “fare il giornalista”, coltivato fin dai banchi di scuola. Ovvero scrivere, di quello che ti pare, se ne hai voglia, quando vuoi tu, senza assilli, potendo anche smettere di farlo in qualsiasi momento, che tanto non è questa la priorità, la cosa, l’ambito dal quale dipendi tu e la tua famiglia. Il bello è anche poter dire: il mio lavoro è un altro. Scrivere, parlare ad un microfono, e più in generale “comunicare così”, è in fondo il mio modo libero di vivere un sogno. Che forse, rileggendo la “storia” col senno di poi, non ho inseguito fino in fondo, con la giusta determinazione. Anche perché, la vita lavorativa, mi ha portato presto su altre strade, ben definite e molto concrete… Dopo il servizio militare, terminato nella primavera del 1985, ho passato giusto qualche mese “a spasso”. A settembre dello stesso anno, grazie al cielo, è partita l’avventura che mi ha portato a lavorare negli anni successivi, per molti anni, come programmatore. Un'attività “imprevista” ma molto stimolante, grazie alla quale ho avuto subito una mia indipendenza economica. A poco più di vent’anni è un bel colpo. E l’idea di lasciare quel tipo di certezze per inseguire un “sogno” non mi ha mai convinto… Meglio avere le spalle coperte e trovare spazi qua e là, per coltivare la mia passione. Quegli spazi non sono mai mancati. Giornali seri e giornalini paesani, uffici stampa e televisione, palcoscenici e microfoni vari… mi hanno dato la possibilità di “giocare” nel mondo della comunicazione, anche con discreti risultati. Di godere della possibilità di avere un riscontro economico da un’attività che è soprattutto, anzi è solo ed esclusivamente passione; perché, mettere qualcosa in tasca facendo una cosa che ti piace e ti gratifica è… il massimo. E’ quello che auguro ai miei figli: di poter fare un lavoro che gli piace e di riceverne la giusta gratificazione economica. Anche guardandosi ogni tanto allo specchio con lo stupore di chi si chiede: ma ti rendi conto che mi pagano per fare questa cosa ? che avrei pagato io per poterla fare… E’ una grande fortuna e sono grato alla vita per aver provato questa emozione, questo piacere… Naturalmente non è tutto rose e fiori, oppure sono fatto male io… Quando scrivi per una testata, lo fai “a comando”, non quando hai l’ispirazione o ne hai voglia… Con gli spazi esatti da rispettare, le battute contate, l’intervista da realizzare oggi per domani, anche se hai i tuoi cavoli da fare… Insomma non sempre la telefonata del quotidiano o del mensile che “ordinava” il pezzo, arrivava nel momento giusto… Così come, il fare una cosa che ti piace, per esempio per una tv, non ti “salva” dalla routine, dalla ripetitività… (sei stagioni consecutive di un rotocalco settimanale, per esempio, sono state abbastanza per dire basta). E poi il tutto, va sempre integrato con le cose serie, importanti… Famiglia, figli, lavoro, situazioni contingenti… Ci devono essere insomma le condizioni giuste per. Soprattutto perché, in fondo “è tutto un gioco” e alla parte ludica della vita va riservato lo spazio che merita. Da un mese a questa parte, “è nato“ il blog. Scrivo quando mi va, quando ho “l’ispirazione” e soprattutto il tempo. Ci sono periodi in cui riesci a pubblicare anche una cosa al giorno… Vuol dire che è un periodo che te lo consente, e speriamo che ce ne siano tanti così, anche in futuro… Scrivere qualche riga al giorno poi, e questa è la cosa più particolare, rappresenta una sorta di ritorno al passato. C’è stato un solo periodo nelle mia vita in cui ho scritto con questa intensità, con questo piacere, col gusto di regalare qualcosa di me a qualcuno… Maggio 1997. Iniziava una Storia con la esse maiuscola, la storia d’amore con Roberta. Iniziai a scrivere per lei, rubacchiando minuti qua e là… Diventò un appuntamento fisso delle nostre giornate, quello in cui “consegnavo” alla persona più importante il mio “lavoro”. Non sapevo che quello era il mio primo blog. E’ diventato un libro tutto nostro, che abbiamo completato agli inizi di ottobre del 1998. Sull’ultima pagina, quella con la data del nostro matrimonio, abbiamo firmato insieme questo pensiero di Susanna Tamaro: “Quando davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale scegliere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, non farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora, resta in silenzio ed ascolta il tuo cuore. E quando ti parla, alzati e vai dove lui ti porta.” Già, abbiamo ascoltato il cuore e non ci siamo sbagliati. Forse anche scrivere, come tante altre cose, è un fatto di cuore. Forse ce n’è un po’ in ogni pagina del blog. Questo è il mio secondo blog. Il primo l’ho scritto per amore. Nel secondo ce n’è altrettanto… Lo dedico al mio amore, ai mie figli, ai miei amici e alle 528 persone che l’hanno visitato da meno di un mese a questa parte… Grazie, di cuore. E… Buona lettura a tutti !

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